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Breve storia del flauto dolce

La storia del flauto dolce in cinque minuti: gli inizi nel Medioevo, i consort del Rinascimento, la fama nel Barocco, un lungo sonno e la rinascita nel Novecento come primo strumento dei bambini.

Una xilografia del 1511 che mostra quattro flauti dolci di misure diverse
Flauti dolci di quattro misure, dal Musica getutscht di Sebastian Virdung (1511), uno dei primi libri a stampa sugli strumenti. Sebastian Virdung, 1511. Pubblico dominio, da Wikimedia Commons

Il flauto dolce è uno degli strumenti più antichi che si suonano ancora come secoli fa: soffi in un bocchino, e uno spigolo affilato divide l'aria per creare il suono. Non c'è ancia e non bisogna imparare una forma speciale delle labbra: è proprio per questo che è così facile cominciare, ed è per questo che è durato.

Gli inizi nel Medioevo

Il flauto dolce si suonava già nel Medioevo. Ci sono arrivati alcuni strumenti del Trecento e del Quattrocento, trovati in luoghi come il centro storico di Dordrecht, nei Paesi Bassi, e somigliano in modo sorprendente a un flauto dolce moderno: un tubo dritto con sette fori per le dita davanti e un foro per il pollice dietro. Il nome inglese, «recorder», viene probabilmente dal vecchio verbo inglese «to record», che un tempo voleva dire ripassare una melodia, o cinguettare come un uccello.

Il Rinascimento: una famiglia di flauti

Nel Cinquecento i flauti dolci si costruivano in famiglie di misure diverse, dai piccoli e acuti ai grandi e gravi, così un gruppo di musicisti poteva suonare insieme tutte le parti della musica, come un coro. Questo gruppo si chiamava consort. I primi libri a stampa sugli strumenti li mostrano, e nel 1535 il musicista veneziano Silvestro Ganassi pubblicò Fontegara, un intero metodo per suonare il flauto dolce, con diteggiature e abbellimenti.

Il Barocco: la star dell'orchestra

Verso la fine del Seicento il flauto dolce fu ridisegnato: lo si costruì in tre pezzi, con un canale interno che si restringe e che gli dava un suono più dolce e più forte. Intorno al 1690 il flauto contralto in Fa era diventato il principale flauto solista (The Met). Fu la sua epoca d'oro: Bach, Händel, Telemann, Vivaldi e molti altri scrissero musica per lui. Leggi dei compositori che hanno amato il flauto dolce ›

Un lungo sonno

Nel Settecento il flauto traverso, più forte e più versatile (l'antenato del flauto d'argento), prese il posto del flauto dolce nelle orchestre, e per più di un secolo il flauto dolce fu in gran parte dimenticato (Yamaha).

La rinascita del Novecento

Il flauto dolce tornò grazie alla riscoperta della musica antica. Arnold Dolmetsch, un costruttore di strumenti nato in Francia che viveva a Haslemere, in Inghilterra, costruì il suo primo flauto dolce intorno al 1918–1919, copiando uno strumento storico. Un consort completo dei suoi flauti si sentì al Festival di Haslemere nel 1926, e suo figlio Carl portò avanti il lavoro, promuovendo il flauto dolce per insegnare la musica nelle scuole (Wikipedia: Arnold Dolmetsch).

Da lì il flauto dolce trovò il suo ruolo moderno: economico, robusto e facile da cominciare, è diventato il primo strumento di milioni di scolari, mentre i musicisti professionisti riportavano nelle sale da concerto il repertorio antico, e musica tutta nuova. Scopri dove si suona il flauto dolce oggi ›

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